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L’opposizione di Biolchini al Master and Back e quel che ci dice della mentalità biolchiniana e castosaura in genere

Vito Biolchini ha pubblicato un commento fantastico sul Master and Back, di quelle cose che i castosauri e i loro supporter non osano mai dire ma che dentro di se pensano. Si tratta di un documento unico sulla mentalità dominante all’interno della sinistra cagliaritana e sarda, quella che ha disfatto Soru, che sorride a Maninchedda e a Fantola, quella che comanda a sinistra insomma. Ecco il mio commento che non so se pubblicherà mai:
L’ingenuo commento di Biolchini contiene nella sua brutalità l’essenza del conservatorismo presente in Sardegna (e l’essenza dell’opposizione all’esperienza di governo di Soru). Non un passo indietro: è questo lo slogan dei gruppi che si sono formati all’ombra dei “grandi” locali (in genere figure professionalmente marginali) di fronte all’esigenza di confrontarsi con professionalità al livello europeo. E’ uno slogan che unisce le trascurabili élite sarde terrorizzate dal confronto. Noi non cederemo mai – dicono, pensano – all’idea che in Sardegna si comanda perché si è sviluppato un network locale, spesso a forti connotazioni familistiche, che ci garantisce carriere, considerazione, qualche briciola dei soldi che vi transitano. Questi network vanno protetti soprattutto da una loro eccessiva estensione verso elementi non controllabili. I membri di questi network si fanno rappresentanti del “progresso” in Sardegna, assumendo verso i Sardi un’attitudine pedagogisticheggiante, e garantendosi il monopolio della rappresentanza in loco della cultura alta, che loro imitano e alla cui evoluzione non partecipano minimamente.
Questi gruppi sono il contrario dell’innovazione e, se la Sardegna vuole uscire dalla sua condizione di arretratezza, prima o poi dovremmo liberarcene in qualche modo, magari facendo rete fra chi si è formato all’estero perché qui non ha trovato nessuna apertura all’interno del sistema familistico-clientelare che domina ovunque. Il problema non sono i ragazzi del Master and Back, ma le élite locali drammaticamente inadeguate, ignoranti, provinciali. La situazione si fa rivoluzionaria e io spero di tutto cuore che le élite sarde, incapaci di ibridarsi con le nuove competenze e terrorizzate dal confronto, paghino per il male che stanno compiendo alla Sardegna e, a questo punto, che vengano completamente sostituite e cacciate dai luoghi in cui comandano senza nessuna autorità e competenza.

E’ ridicolo individuare nel Master and Back la causa di un movimento profondo che tende a modificare le élite in Sardegna. Io stesso ho fatto un Master and Back prima che esistesse, ovunque è pieno di sardi che studiano e creano competenze per se stessi, in avversione ai circuiti tradizionali di riproduzione delle élite per via familistica, di appartenenza politica, ecc. Il Master and back, per fortuna, per una volta, ha sostenuto una tendenza profonda della nostra società che non è la Sardegna immobile e condannata all’arretratezza che traspare dalle parole di Biolchini.

Al commento postato mi viene da aggiungere che proprio qui viene fuori il carattere reazionario e conservatore di tanta sinistra (?) sarda, che si coniuga con il disprezzo per la cultura sarda, e con un cinismo originato in un’autostereotipizzazione che non dà scampo neanche a se stessi, per cui, come scrive nel suo commento Biolchini, “la Sardegna non sarà mai Terra promessa”, chissà perché.