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Semus totus pastores?

14 Agosto 2010 Commenti chiusi

Premetto: non conosco bene tutto il problema relativo al prezzo del latte, al movimento dei pastori, alle posizioni delle altre organizzazioni degli allevatori, ecc. Aggiungo: simpatizzo per le loro manifestazioni, anche perché, proprio come la lotta dell’Asinara, hanno avuto la capacità, l’intelligenza e in qualche modo la genialità di irrompere nell’agenda setting totalitaria, definita dal continuum politico-mediatico, con problemi che non siano dei soliti privilegiati e che non riguardino Ferrari, Mezzanini a Montecarlo o mondi variamente vip, anche locali. In particolare, godo perché finalmente c’è qualcuno che ci mostra quanto fossero stupidi e intellettualmente conformisti gli “sviluppisti” sardi che prevedevano la sparizione della pastorizia insieme ai paesi sardi e alla lingua sarda e magari pure ai corpi dei sardi perché “arretrati”. E invece, les voilà, eccoli qui a smentire decenni di criptoevoluzionismo d’accatto, un po’ razzista ma camuffato anche da progressismo e da marxismo.
Appunto per questo sarei felice se qualche esponente politico, magari del partito al quale sono iscritto, il PD, ma anche di formazioni per cui simpatizzo, come IdV o iRS, si prendessero la briga non dico di assumere una posizione definita sul problema, ma almeno di assumerne una articolata (del genere “ma anche”, alla Walter-Ego) e di tematizzare così il problema.
Nulla. Nessun politico. Solo interviste sull’Unione Pravda dedicate alla “fase politica”.
Lo stesso dicasi per la Tirrenia: le ultime cose sentite le ha dette Soru in Consiglio regionale. Poi nulla. Silenzio. Neanche un misero post notturno e al solito stravagante del panciuto neo-ex-Presidente della Provincia di Cagliari su facebook. Nudda. Tutto tace, tutto è sopito, tutto è rimandato.

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